Le statistiche sono lì a testimoniarlo: l’Eritrea è di gran lunga la nazione più rappresentata nel gruppo dei ciclisti che contano. In principio fu Daniel Teklehaimanot, il cui percorso nel mondo delle due ruote conosce presto la ribalta italiana. Merito, era il 2008, dell’Amore Vita Mc Donalds di Fanini, che ingaggiò con lungimiranza il corridore nativo di Debarwa(25 km a sud di Asmara), riuscito ad approdare nel World Tour con la Orica Green Edge. C’è un fermo immagine che puù di tutti illustra la carriera di Teklehaimanot, rappresentando uno storico spartiacque per tutto il ciclismo africano. Il fotogramma arriva da Le Havre, è il 9 luglio 2015: eccolo alla Grande Boucle, sul podio delle premiazioni in maglia a pois di miglior scalatore, vestita per 5 giorni, il vincitore del Tour del Rwanda 2010, sesto tralaltro all’Avenir del 2009, in rappresentanza del Centro Mondiale del Ciclismo. Teklehaimanot sarà anche per due giorni in maglia blu di leader degli scalatori al Giro del 2017. Una curiosità: ad emularlo, seppur più nel piccolo, è stato il battagliero connazionale Dawit Yemane, maglia a pois per un giorno con la sua Bike Aid al Giro di Germania 2024.
