ILVERONESE ALESSIO GASPARINI, ESPLORATORE-GLOBETROTTER

N RWANDA DA UN MESE ASPETTA LA CORSA: “QUI ESPERIENZA FORTE”

E poi c’è Alessio Gasparini, esploratore veronese che il Tour du Rwanda 2025 lo vivrà con il dorsale sulla schiena e la maglia arancione della May Stars. Lo spirito da globetrotter delle due ruote, applicato al Paese dei prossimi mondiali di ciclismo, non lo porterà mica ad arrivare a Kigali poco prima del prologo inaugurale. Alessio è già in loco da un mese, qui ha trovato ingaggio, immerso in un’esperienza dove, al netto delle ambizioni legittime di ben figurare non esprime faciloneria circa obiettivi di risultato poco tarati rispetto al valore degli altri concorrenti. Ogni mattina da un mese a questa parte esce in bicicletta dall’Africa Rising Cycling Center, struttura sorta sotto l’egida dell’Unione Ciclistica Internazionale: “questo centro si trova a Musanze, che sarà anche sede di tappa, località nel nord del Paese delle Mille Colline. Qui a poca distanza c’è il parco che ospita i Gorilla, nota attrazione per i gruppi di turismo organizzato. La mia qui non è certo una toccata e fuga, bensì una sommatoria densa di incontri e suggestioni che nasce nel giorno dopo giorno sulle strade percorse in allenamento”. Sessioni di preparazione non certo per pochi intimi…”In effetti è così, visto che qui a Musanze siamo ospitati dalla accogliente struttura in compagnia di nazionale rwandese e dalla compagine della Java Innotech. Per un ciclista ci sono condizioni ottimali dal punto di vista dell’accomodation e di ogni cosa di cui si necessiti, compresi officina e massaggi. Del resto l’Africa Rising Cycling Center ha un ruolo importante a servizio del vivace movimento agonistico non solo rwandese”. A 26anni il suo trasferimento dalla marocchina Sidi Ali Unlock Team(prima è stato nei ranghi la continental venezuelana Java Kiwi Atlantico e quindi la spagnola Retelec Galicia) alla May Stars non ha rubato certo le pagine dei giornali: “ma è la mia storia, fatta di immutato entusiasmo per questo sport e voglia di conoscere nuovi contesti, amici e cullture non solo geograficamente. Da questo punto di vista, trovarmi a partecipare ad appuntamenti del calendario che comprendono Taiwan e Hymalaya è di per sè un privilegio, anche se qui in Rwanda sto mettendo radici” – racconta il ciclista affidatosi ai preziosi consigli di preparazione di un certo Damiano Cunego. Un inciso il corridore originario di Cavalo, frazione di Fiumane, Veronese ci tiene a farlo con orgoglio: “quella volta in cui mi piazzai alle spalle di Bagioli e Vacek al Monte Sandrigo ben fotografa le mie annate dense di soddisfazioni e piazzamenti tra gli juniores”. Ad inizio anno, quando c’è stata l’opportunità di siglare l’accordo con la compagine per il 2025 è bastata una telefonata all’amico e compagno di casacca anche in Tunisia, Eduardo Perez Landaluce, spagnolo: “ci hanno proposto un bel programma d’attività, tempo di fare il bagaglio e ci siamo uniti ad un team ambizioso e ben strutturato”. Nella Capitale, per ora, ha avuto modo di recarsi due volte in occasione di gare, l’ultima il Criterium svoltosi nei pressi dello Stadio Amahoro: “e già abbiamo sperimentato di persona l’interesse popolare che si svilupperà ancor di più dalla prossima settimana. La bici fa parte della quotidianità di ogni centro, lo vediamo quando in allenamento ci imbattiamo in persone che si spostano solo su due ruote. A proposito, il trasporto ciclistico è utilizzato per ogni cosa, da grandi sacchi di patate a canne bambu e pezzi di legno. Ho visto lanciarsi in discesa e frenare con ciabatte realizzate da pneumatici, una perizia di guida invidiabile se così si può dire”. Che corsa ti attende dal 23 febbraio al 2 marzo? “Ho studiato bene la planimetria e mi piace, essendo scalatore questi saliscendi sono ideali. Teniamo sempre conto delll’altura anche per la rassegna iridata e delle difficoltà altimetriche. A Kigali sembra un pò di correre nelle Marche”. Sulla situazione geopolitica di conflitto al confine con il Congo Gasparrini non ha avuto percezione diretta, rassicurato anche dal Consolato italiano.Prima di darsi un arriverderci, ci tiene a condividere via whatsapp le eloquenti immagini relative ad una intensa giornata passata al fianco dell’Academy di Gasore Hategeka, nazionale rwandese che nel suo villaggio d’origine promuove il ciclismo tra i giovani: alla nozione un pò troppo patinata di bike park si sostituisce la scena di una gimkana partecipatissima, anche se effettuata con una varietà di biciclette che riflette la necessità di un parco mezzi più adeguati. Vale non solo qui ovvio ma in tutta l’Africa, dove la diffusione dell’attività ciclistica va anche di pari passo con la messa a disposizione di modelli adeguati alla bisogna. Ci sarà modo di approfondire la questione.

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