Albo d’oro, dal dominio eritreo al trionfo di Blackmore
Il 28 febbraio del 2019, nella quinta tappa del Tour du Rwanda, Biniam Girmay sfreccia a braccia levate sul classico traguardo di Musanze. Il ragazzo eritreo accasatosi proprio quell’anno ad Aigle, presso il Wcc Center dell’Unione Ciclistica Internazionale, non vincerà nella riproposizione di quella frazione l’anno seguente, quando vestiva i colori della transalpina Delko. Il 2019 rappresenta comunque un netto salto di qualità per la corsa rwandese, diventata principale appuntamento a tappe del Continente attraverso gli albori amatoriali, l’inserimento nell’Africa Tour seppur come gara di classe 2.2, il basilare passaggio alla 2.1. Insomma, l’arrivo delle professional e del World Tour, di pari passo con un entusiasmo sempre più crescente attorno al ciclismo, in Rwanda e non solo nel territorio africano. Nell’albo d’oro c’è tempo per imbattersi nell’etiope Daniel Teklehaimanot(2010), poi maglia pois al Tour de France, le cui gesta vincenti al Tour du Rwanda. Se l’edizione 2019 andò infatti a Kudus Merhawi, oggi alla spagnola Burgos NH, mentre il 2020 sarà l’anno del primo di due trionfi da parte di Natnael Resfatsion(ripetutosi nel 2022). In mezzo, era il 2021, l’affermazione dello spagnolo Cristian Rodriguez(allora Total Energies ed oggi Arkéa B&B Hotels). Ultimo acuto, almeno per ora, di un eritreo, quello di Henok Mulubrhan, lanciato dalla Green Project Csf Faizanè nell’Olimpo del World Tour e non a caso da due anni all’Astana. Il 2024 ha invece visto imporsi nella classifica generale l’inglese Joseph Blakmore, portacolori della Israel che il 24 agosto scorso ha potuto festeggiare in cima al Colle delle Finestre il primo posto conclusivo nel Tour de l’Avenir, respingendo l’assalto del fenomenale iberico Torres. Ma qui, più che nell’albo d’oro, siamo in proiezione di Tour du Rwanda 2025, vista la concomitante partecipazione di tante compagini developement di primissimo piano, compresa la Uae Team Emirates Gen X che ha lanciato proprio Torres, già soprannominato “La Joya” del ciclismo iberico.
